Cosa accade se una giovane cantautrice torinese (ma romana d’adozione) dalla formazione classica, abituata a comporre i propri brani al pianoforte o alla chitarra, si imbatte in un terzetto di musicisti dall’attitudine decisamente psichedelica provenienti dall’ambiente underground dei centri sociali? Nel caso di Marta Gerbi e delle sue “scimmie” ne è scaturito un progetto musicale originalissimo e travolgente, i Marta Gi and the Gi Monkeys, ed un album, “Stranissimo Viaggio”, ricco di spunti melodici, ritmi impetuosi e sferzate di elettronica e capace di condurre la fantasia in un universo sognante, giocoso e coloratissimo.
Voto: 8,5/10 Genere: Psycho pop Ascolta anche: Meg, Robyn I seguaci più affezionati del circo mediatico dei talent show defilippiani forse ricorderanno una giovanissima cantautrice romana dai lunghi capelli corvini che nella seconda edizione di “Amici” aveva colpito l’attenzione del pubblico per il suo talento vocale, una non comune sensibilità di interprete ed una naturale freschezza e simpatia coniugate ad una determinazione e forza di volontà veramente degne di nota per una ragazza di appena diciotto anni. Rincontriamo quella ragazza, Marta Gerbi, a otto anni di distanza da un’esperienza televisiva che ha sicuramente contribuito alla sua maturazione umana ed artistica ma che non ha condotto, come accade da qualche anno a questa parte, direttamente sul palco dell’Ariston o in vetta alle classifiche di vendita (e si badi bene, non perché non lo meritasse, semplicemente in quegli anni le etichette discografiche e il management tritatutto dei talent televisivi non avevano ancora oliato alla perfezione i propri ingranaggi); dopo una tourneè teatrale come coprotagonista del musical “Footloose”, la partecipazione come cantante a “Buona Domenica” e al “Maurizio Costanzo Show”, una fulminea esperienza nella scuderia Sugar di Caterina Caselli e l’incisione del singolo “Destiny’s calling” per la colonna sonora del film “Passo a due”, vi è stato un silenzio di anni durante il quale Marta, attraverso un percorso di ricerca introspettiva e di sperimentazione musicale, la collaborazione con numerosissimi artisti e un’instancabile gavetta vissuta anni luce lontano dai riflettori della ribalta mediatica suonando in giro per i locali romani, ha ritrovato l’essenza e l’originalità della sua ispirazione di cantautrice. Assieme a questa ritrovata serenità e libertà espressiva, si è poi manifestata in lei sempre più distintamente l’esigenza di condividere il processo creativo di composizione e l’avventura dei concerti dal vivo con un gruppo di musicisti che comprendessero appieno la sua sensibilità e il suo approccio fantasioso ed originale. Di lì a poco ecco sopraggiungere l’incontro fatidico che la stessa Marta Gerbi descrive con il suo consueto estro ironico in questo modo: “Ho provato a fare musica da sola per tanti anni, ma fare musica da sola vuol dire non poter raccontare, vuol dire provare a descrivere il sapore di una fragola a chi le fragole non le ha mai mangiate. Allora ho capito che dovevo fare musica con persone che le fragole le tenevano tutti i giorni nel cassetto, come me. Ho incontrato le persone con le quali fare questo viaggio, poi le ho scelte. Da questo magico pensiero nasce Marta Gi and the Gi Monkeys. Le persone che “tengono le fragole nel cassetto” come me sono: un cappellaio matto di nome Frenetik Beat, un orco di nome Mr Orange e un soldatino di nome Sprizzetto ed io mi sento un po' Biancaneve, un po' regina di cuori”. Scelti gli alfieri perfetti per accompagnarla lungo questo sentiero artistico completamente nuovo, esaltante, rischioso ed avvincente, ecco che la scorsa estate assistiamo alla prima tappa dei Marta Gi and the Gi Monkeys, costituita dall’album emblematicamente intitolato “Stranissimo Viaggio”.
Otto brani che attraversano diametralmente molteplici dissonanti generi musicali, dal pop all’elettronica, dal cantautorato melodico italiano a suggestioni ritmiche ed evocative atmosfere sintetiche di matrice più decisamente internazionale, il tutto raccolto sotto il minimo comune denominatore di uno stile divertente, romantico, giocoso, sognante, ricco di energia e di vibrante emozione.
L’album si apre con l’accattivante e grintosa filastrocca “L’equilibrio del malumore”, nella quale Marta racconta quel particolare stato di “dipendenza emotiva” che nella vita quotidiana le impedisce di gestire in maniera razionale ed obiettiva le relazioni interpersonali ed in particolare i legami affettivi, straniante condizione simboleggiata dalla marionetta di cotone manovrata da fili che assurge al ruoto di protagonista del pezzo. Si prosegue poi con l’irresistibile “Dito lunghissimo”, secondo singolo recentemente affidato all’etere radiofonico per promuovere questo progetto musicale: su un orecchiabilissimo tappeto sonoro dalla contagiosa e solare carica pop si adagia un testo dalla singolare originalità in cui viene dipinta in maniera luminosissima la sensazione di avere costantemente qualcuno al proprio fianco, un angelo custode pronto a guidarci, sostenerci o rimproverarci nei diversi momenti della nostra vita. Il ritmo impetuoso e trascinante di questo primo segmento dell’album rallenta momentaneamente per concedere spazio alla titletrack “Stranissimo Viaggio”, brano composto oltre tre anni fa dalla cantautrice torinese e che per lei assume particolare rilevanza, in quanto descrive con profonda sincerità il viaggio emotivo percorso dopo una cocente delusione, metafora degli ostacoli che inevitabilmente incontriamo durante la nostra esistenza e della forza morale e della caparbietà necessarie per affrontarli e superarli: alcuni anni fa avevamo avuto modo di ascoltare live questa ballata in una dimensione maggiormente acustica e riscoprirla in questa versione studio impreziosita da sinuose sfumature latine e da un morbido andamento avvolgente costituisce una sorpresa piacevole ed inaspettata. E’ quindi la volta di “Via Sciò”, l’incandescente singolo che quest’estate ha fatto da apripista al disco; scritta di getto da Marta in appena un’oretta e subito apprezzatissima dai suoi musicisti, rappresenta la sintesi perfetta dell’universo sonoro del gruppo: su un groove allegro, adrenalinico e brillante si adagiano disordinatamente le riflessioni, squisitamente autobiografiche, di una ragazza che di fronte ad un problema o a una situazione imbarazzante non riesce a vincere la tentazione di fuggire, di darsela a gambe cedendo all’irrazionalità e a un incontrollabile briciolo di follia. Un brano originalissimo e semplicemente incantevole, accompagnato peraltro da un videoclip notevolmente curato, come di rado ne vengono trasmessi negli ultimi tempi sulle emittenti televisive musicali. L’anima si riscalda poi accarezzata dal tepore di “Normalità non ce n’è”, la ballad più vellutata e romantica dell’intero lavoro: quando cala il sipario su una storia d’amore, è necessario cercare di accettare questa dolorosa realtà nella consapevolezza di non avere più al proprio fianco la persona amata e di dover ricostruire sin dalle fondamenta il nostro equilibrio. Affondiamo nuovamente il piede sull’acceleratore con l’incalzante “Bella addormentata”, in cui un ritmo colorato e brioso ci conduce in un mondo onirico che rappresenta un confortevole rifugio lontano dal dolore, dalle ansie e dai problemi della vita di tutti i giorni dove sentirsi protetti e felici. Una divertente vena ironica ha il sopravvento nella bizzarra e stravagante “Ombrello di carta” dove un motivetto apparentemente solare e spensierato (spuntato fuori improvvisamente mentre la cantautrice improvvisava al pianoforte con la sorellina di nove anni) fa da sottofondo alla storia di un ragazzo che nella vita reale si era comportato male nei confronti di Marta e che dunque lei ha ritratto come un insignificante ometto che cerca costantemente di nascondere le proprie nefandezze dietro un fragile ombrello di carta. Peccato che alle prime gocce di pioggia questo ombrellino sia destinato a dissolversi, smascherando tutta la cattiveria del ragazzo che sino a quel momento è apparso agli occhi della gente come simpatico, generoso e gentile.
Il sipario cala sull’album di esordio dei “Marta Gi and the Gi Monkeys” con “Olè”, il primo brano composto da Marta alla chitarra e dunque abbandonando il suo adorato pianoforte: la semplicità di pochi accordi si sposa ancora una volta con l’interpretazione vocale assolutamente intensa ed originale di Marta che ci svela il lato più oscuro ed irrazionale della sua personalità, quello che talvolta la spinge a comportarsi in maniera incoerente o a dissimulare i suoi reali stati d’animo per erigere un barriera difensiva di protezione.
“Stranissimo Viaggio” costituisce solamente il primo capitolo di un progetto musicale che speriamo possa presto conoscere nuove tappe ed evoluzioni: Marta Gerbi, il cui talento avevamo apprezzato sin dai suoi esordi televisivi, sembra aver trovato la dimensione ottimale in cui esprimersi sia a livello compositivo che interpretativo e le sue “scimmie” sanno supportarla con grande energia esaltando il suo talento naturale. Un cd veramente da ascoltare per tutti gli amanti del pop elettronico di qualità! TRACKLIST 1. L’equilibrio del malumore 2. Dito lunghissimo 3. Stranissimo viaggio 4. Via sciò 5. Normalità non ce n’è 6. Bella addormentata 7. Ombrello di carta 8. Olè MARTA GI AND THE GI MONKEYS sono: Marta Gerbi - voce Daniele frenetik Mungai: drum programming and sinth Daniele mr orange Dezi: bass e bass sinth Claudio da Ket Gatta: batterie acustiche Articolo di: Andrea Cova Grazie a: Marta Gerbi, Ufficio Stampa Daniele Mignardi PromoPressAgency Sul web: www.martagerbi.it - www.youtube.com/user/martagerbi |