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Soriana - Teatro SpazioUno (Roma) Stampa E-mail
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Recensioni spettacoli teatrali/eventi
Scritto da Laura Sales   
Martedì 12 Aprile 2011 21:32
Soriana

9-10 aprile. Una donna, la sua dipendenza dall’alcool, le sue allucinazioni, una relazione che sta per finire mentre qualcosa è solo all’inizio; il suo uomo o i suoi uomini, le sue nevrosi.

 

 

Nell’ambito della rassegna teatrale DCQ – I Edizione – Linea d’Ombra

Produzione DoveComeQuando Fondazione 2004 presenta

SORIANA

di Flavio Marigliani

testo vincitore della I edizione del Premio di drammaturgia DCQ - Giuliano Gennaio

regia di Pietro Dattola

con Flavia Germana de Lipsis, Fabio Morìci, Andrea Panichi

musiche originali di Licia Missori

assistenza alla regia e scenografia Alessandro Marrone

 

Il testo di Flavio Marigliano è una storia aperta a più interpretazioni, che lascia domande ma non da alcuna risposta. Una storia dallo sviluppo non lineare, ciclica.

Lo spettacolo inizia e finisce nello stesso modo: tutto può essere avvenuto sul piano del reale o, forse, sul piano dell’onirico; in quel mondo che si apre dopo aver preso una bella sbornia. Un mondo che non ha confini definiti e non cerca in alcun modo di definirli. Per alcuni tratti vicino al teatro dell’assurdo, per altri al dramma borghese nel cui salotto tutto può accadere; luogo per eccellenza in cui si esplicitano le relazioni familiari e i vissuti personali.

Una messa in scena forse troppo lunga in cui spiccano tre ottimi attori, credibili nei loro personaggi, puliti nei movimenti, mai nevrotici, ma freddi e, nello stesso tempo, coinvolti nella storia. Ottima, in particolare,  l’interpretazione di Flavia Germana de Lipsis in un ruolo non semplice che passa dalla fragilità all’isteria, dalla follia alla dolcezza. I due attori maschili, Fabio Morìci e Andrea Panichi, si dividono la scena in modo armonioso e mai sopra le righe, ottimi co-protagonisti freddi e quasi diabolici, sensuali e distaccati, padroni e amanti.

Un buon spettacolo dai toni noir, arricchito dalla bravura degli interpreti e da una discreta regia che lascia un senso di sospensione nello spettatore e nella sua ricerca di risposte alla mille domande. Non vi è un solo elemento scenico su cui appoggiarsi per le possibili interpretazioni.

 

Articolo di Laura Sales

Grazie a: Chiara Crupi, Ufficio Stampa Artinconnessione

Sul web: www.dovecomequando.net

 

 

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